Comunicazione

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Ufficio Diocesano Comunicazione Sociale
Via Arcivescovado, 8 – 90046 Monreale
Tel. 0916402424 interno 18 – Fax. 0916400519
E-mail: ucsmonreale@gmail.com

Direttore: Don Antonio Chimenti
Cell. 3405551854
e-mail: antoniochimenti@virgilio.it

 

 

 

Organi ufficiali di comunicazione e informazione:

Bollettino Ecclesiastico Diocesano, per Atti ufficiali dell’Arcidiocesi
Giornotto – Mensile di informazione e formazione pastorale
Sito web: www.diocesimonreale.it
pagina facebook: arcidiocesimonreale
twitter: diocesimonreale
canale youtube: Arcidiocesi di Monreale
Foto/Photos: www.flickr.com/photos/arcidiocesimonreale/albums

Il compito fondamentale dell’Ufficio

E’ di tipo pastorale, esso deve innanzitutto fornire alla comunità cristiana indicazioni e strumenti per considerare nel modo giusto la comunicazione, per evitare scelte affrettate, non motivate, magari anche economicamente insostenibili.

È un discorso che sembra rappresentare, oggi, un’autentica priorità pastorale anche se, purtroppo, non sempre e non da tutti viene colto in questo modo. Secondo le indicazioni già contenute in CP si tratta non solo di “studiare un piano pastorale” per la comunicazione, ma anche di fare in modo che la comunicazione rientri, a pieno titolo, in ogni piano pastorale.

È l’indicazione che proviene dall’Istruzione pastorale del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali Aetatis Novae (AN) del 22 febbraio 1992, al n. 17: “Il lavoro dei media cattolici non è soltanto un’attività supplementare che si aggiunge a tutte quelle della Chiesa: le comunicazioni sociali hanno infatti un ruolo da giocare in tutti gli aspetti della missione della Chiesa. Così non ci si deve accontentare di avere un piano pastorale per la comunicazione, ma è necessario che la comunicazione sia parte integrante di ogni piano pastorale, perché essa di fatto ha un contributo da dare a ogni altro apostolato, ministero o programma”.

La stessa AN, in appendice, contiene anche una traccia per la stesura del piano pastorale. (Chiesa e comunicazione)

Decisivo, a questo proposito, appare oggi l’impegno per una educazione alla comunicazione, intendendo con questo non soltanto un uso critico e consapevole degli strumenti, ma anche la capacità di saper utilizzare al meglio le moderne tecniche della comunicazione nell’opera di evangelizzazione e questo anche in collaborazione con gli altri Uffici pastorali (es. pastorale giovanile, scuola, famiglia, catechesi), per individuare, nell’ambito dei loro progetti educativi, specifici itinerari che educhino alla comunicazione (Educomunicazione; Media education).

Compito, quindi, dell’Ufficio è di porre in atto tutte le iniziative destinate alla formazione di persone che con le loro capacità professionali sappiano esprimere, con un linguaggio adeguato alla nuova realtà, i contenuti che trovano il loro fondamento nel Vangelo.

Forse non sarà inutile anche qualche proposta specifica atta a individuare ‘vocazioni’ alla comunicazione.

Tutto questo non può non essere accompagnato da iniziative per l’educazione degli ‘utenti’ della comunicazione che predispongano a un atteggiamento attivo nei confronti dei media e portino alla conoscenza dei linguaggi propri di ogni mezzo, affinché il soggetto venga a trovarsi nella condizione di recepire i messaggi senza esserne sopraffatto e a valutarli in modo critico e personale.

Queste iniziative educative dovranno essere intraprese a partire da coloro che rivestono una qualche responsabilità educativa (insegnanti, catechisti, operatori pastorali in genere) e, in particolare, dai sacerdoti. Esiste, a questo proposito, un documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica del 1986 (Orientamenti per la formazione dei futuri sacerdoti circa gli strumenti della comunicazione sociale), finora largamente disatteso ma che può essere utilmente impiegato.

Un’educazione di base alla comunicazione presuppone, tuttavia, la presenza di operatori sul territorio: di qui la necessità di individuare un “Responsabile parrocchiale (o almeno vicariale) per le Comunicazioni Sociali, che faccia parte di diritto del Consiglio Pastorale Parrocchiale (o Vicariale) e il cui ruolo è quello di promuovere, mediare e realizzare attività comunicative”.

Il Regolamento approvato dalla CEI prevede che al Direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali competa anche l’incarico di portavoce ufficiale dell’Ordinario locale e quello di curare i rapporti dei vari Uffici di Curia con gli organi di informazione (Ufficio stampa).