Alla Chiesa di Dio che è in Monreale.
Carissime e carissimi, ci apprestiamo a vivere una nuova Quaresima, tempo forte e occasione di conversione, per giungere preparati alla celebrazione della Pasqua di risurrezione di Gesù Cristo nostro Signore.
Il percorso liturgico con i suoi riti, segni e celebrazioni, è invito a progredire nella sequela Christi, per essere sempre più in Lui innestati (cf Gv 15, 1-7). Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la Quaresima 2026, ricorda: “La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”. Accogliamo questo invito.
“Rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita” non è un automatismo dato dalla ripetizione di pratiche religiose, ma è frutto di scelte anche impegnative. La liturgia ci suggerisce, come modello a cui guardare, il faticoso cammino nel deserto che ha portato il popolo d’Israele dall’essere liberato al vivere da libero. La liberazione è opera puntuale di Dio e apre alla reale possibilità di vivere nella libertà che, invece, è progressiva conquista del popolo e di ogni singola persona, frutto di scelte e di decisioni comunitarie e personali.
“Rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita” chiede ascolto e fiducia alla Parola di Dio, che apre nuove vie capaci di condurci, attraverso il “mare”, nella “Terra promessa”. «Io sarò con te» (Es 3,12) è la sola certezza data da Dio che sostenne il cammino di Israele e che deve animare il nostro impegno quaresimale. La presenza di Dio-con-noi è protezione, cura, sostegno, compagnia che rende possibile un nuovo cammino di conversione per ciascuno e per tutti.
“Rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita” richiede, dunque, la disponibilità da parte nostra a metterci in ascolto della Parola di Dio, perché – come scrive il Santo Padre nel suo messaggio quaresimale – “la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro”. Senza l’ascolto della Parola non può esserci relazione con Dio e, di conseguenza, sarà impossibile rimetterlo al centro della nostra vita. Perciò, invito i parroci, i sacerdoti, le comunità religiose, i movimenti, i gruppi, le associazioni ed ogni realtà ecclesiale a prevedere momenti di Lectio Divina comunitaria, affinché la nostra Chiesa possa crescere nella conoscenza e nella confidenza con la Sacra Scrittura. Vi invito a ripensare con creatività le Via Crucis, le Statio quaresimali, le Celebrazioni penitenziali per dare maggior spazio all’ascolto della Parola, alla meditazione personale e alla condivisione comunitaria.
Camminiamo e ascoltiamo insieme, perché da soli ci sì stanca e ci si scoraggia più facilmente.
Papa Leone, sempre nel suo messaggio, afferma: “le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione”.
In queste parole, possiamo riconoscere alcune direzioni sulle quali la Chiesa diocesana è incamminata per crescere nella partecipazione corresponsabile: “lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio”. Sia la Quaresima un tempo per porre segni concreti in queste direzioni.
Ascoltare la Parola di Dio è, dunque, anche ascoltare la voce del povero. Anche questo ascolto lo possiamo vivere insieme con la Quaresima di Carità 2026. Tra i tanti bisogni e le necessità abbiamo scelto di rispondere all’appello di Caritas Italiana che ha avviato una raccolta fondi per sostenere gli interventi di emergenza e accompagnare le comunità colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. L’esperienza dice che nel momento dell’emergenza sono tante le disponibilità e gli aiuti, ma quando i riflettori e le polemiche si spengono, restano le mani tese dei più poveri e degli invisibili senza più nessuno che le “stringa”. Le risorse raccolte serviranno a supportare le Caritas diocesane coinvolte, nel rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili ed anche nella costruzione di percorsi di sostegno sociale e comunitario nel medio periodo. Le offerte potranno essere versate, entro il 20 aprile prossimo, direttamente in Curia presso l’Ufficio dell’economato diocesano, oppure tramite bonifico bancario sul conto corrente bancario intestato a Diocesi di Monreale, codice IBAN IT91R0895243450000000281034 con causale: “Quaresima di fraternità 2026”.
Insieme a Papa Leone “chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli uomini”.
Nell’augurare un proficuo cammino quaresimale, invoco su tutti Voi la benedizione di Dio.
Dalla Sede di Monreale,
Domenica 15 febbraio 2026

